Non ho trent'anni, ma nemmeno venti, una via di mezzo diciamo. Non amo comunicare tramite liste perciò scriverò tutto di fila,
invece
che
così.
Non amo parlare di me, infatti questo blog non parlerà di me, ma della mia passione, di una scommessa, forse di un gioco, o magari di qualcosa di estremamente serio. Vedremo.
Non credo nella leggerezza delle parole, poiché esse hanno sempre un peso. Non credo nella inevitabilità del destino e delle azioni, ogni azione porta conseguenze, ogni scelta determina il nostro destino, la nostra vita e quella di chi ci sta attorno. Non mi piace questa società in cui si tace per non remare contro una corrente che ci spinge sempre più alla deriva, come se non fossimo artefici, o complici, del nostro domani.
Non amo la metà dei corsi che frequento al Dams di Bologna, non amo i docenti che non ascoltano e che non trasmettono, prima di tutto, valori e cultura. Non mi va bene questa Italia, non mi accontenterò mai di stare buono nel mio angolino. Non mi piace che non si parli dei giovani, che non si parli dell'arte, in particolare di cinema e letteratura, quelli veri, nati da uomini e donne con talento, passione e cultura, non creati ad hoc per farli fruttare e non lasciare nulla dentro chi li ha visti, dentro chi li ha letti.
Non mi piace dilungarmi, quindi finisco qui, ciò che mi auguro è che questo esperimento possa essere d'aiuto a chi ha molte cose da dire, e si sente un po' solo e un po' scoraggiato di fronte al vuoto che oggi circonda i giovani italiani. Serve l'impegno, serve la passione, e questo è il nostro momento. Diamoci da fare.
Andrea
