10/06/11

1. Si comincia... Day ONE (8 giugno 2011)


 Mi alzo abbastanza presto, comunque molto presto per chi non ha obblighi contrattuali, e alle 8:30 sono già sulla tastiera. Occorre un piccolo flashback per spiegare il contenuto del Kit.
La scatola contiene:
- un libretto esplicativo in lingua inglese di 45 pagine, con alcuni consigli e metodi per iniziare senza troppe fisime;
- un blocchetto di "Onerosity coupon", ovvero un blocchetto di cambiali pronte a ritocersi contro lo scrittore, devi promettere di scrivere un tot di parole entro una certa data, in caso di fallimento si paga il pegno prestabilito (e trascritto sul coupon) alla persona a cui lo si è donato;
- un tabulato su cui registrare le tappe quotidiane (limite minimo 1667 parole al giorno, circa 11.000 battute, spazi inclusi) e su cui apporre adesivi a forma di stelline dorate man mano che si raggiungono gli obiettivi (che progrediscono di 2000 parole in 2000 parole: 2000, 4000, 6000, ecc fino a 50000, che è l'obiettivo mensile);
- il contratto da sottoscrivere all'inizio del mese di scrittura: da vergare in calce, con data e firma, sia dello scrittore che di un testimone;
- il mazzo di carte, suddiviso per settimane: una carta al giorno, con consigli e, soprattutto, incoraggiamenti ironici a non smettere, a convincersi che ce la si può fare, senza avere stupidi ripensamenti;
- quattro adesivi "Ask me about my novel!", da applicare sui vestiti per incrementare le discussioni sul nostro operato da parte di coloro che incontriamo (che mai si ricorderebbero, o darebbero tale importanza, a questo sporco lavoro, che qualcuno deve pur fare);
- la spilletta Novelist, da apporre a lavoro finito (con successo) e obiettivo raggiunto, ovviamente previa festa con alcoolici e amici.

Il Kit è indirizzato alla realizzazione della prima stesura, alla quantità prima che alla qualità. L'obiettivo è farcela, realizzare un romanzo di circa 180 pagine nel giro di un mese!

Okay, è ora di cominciare! Il libretto suggerisce di staccare ogni correttore automatico, di andare avanti senza rileggere ogni tre righe e senza correggere (da subito) ogni maledetta parola. Consiglia di partire da zero, di dare vita a un nuovo romanzo.
L'idea ce l'ho chiara in mente da tempo, ho un inizio e alcune idee inerenti a stile da adottare e contenuti... si parte!

Due ore dopo è finita, toccata quota 2083 parole (416 in eccesso dalla media prevista di 1667 al giorno), l'inizio, come sempre, è un successo. L'umore tiene, ora posso occuparmi della mia vita per il resto della giornata!
In attesa di domani, ecco la canzone del giorno (cliccate sul link!), perché bisogna partire belli carichi, e un assaggio dello scritto...

"[...] Lucia non si è sprecata in convenevoli o delucidazioni, ha optato per una via rapida e decisa, in fondo un sms veicola informazioni, non emozioni. Conoscendola, o perlomeno ricordandomi tutti gli anni trascorsi con lei, sono certo che deve averci impiegato almeno due giorni per trovare le parole, e alla fine, dopo aver cancellato per l’ennesima volta un’infinità di lettere, deve aver premuto Invia lasciando solo quelle quattro parole, le uniche su cui non vi erano dubbi di circostanza:
tua madre è morta.
O forse no, forse l’immagine che ho di Lucia – lunghi capelli castani, sinceri occhi scuri di chi probabilmente non ha mentito mai, labbra sottili e fragili torturate dai suoi incisivi per lo stress della notizia da dare -, bè probabilmente nulla di tutto questo è vero. Questo è ciò che era Lucia, dieci anni fa, in un passato che ho deciso di cancellare andandomene da Reggio. Da allora non ho più pensato a nessuno della mia città, ogni mio sforzo verteva alla rimozione totale e incondizionata del passato, e così, dieci anni dopo, mi trovo a fare i conti con un immenso contenitore di storie, di vite, di emozioni che ero convinto di avere svuotato, di avere gettato via. E invece scopro che non avevo fatto altro che nasconderlo, nell’angolo più buio della mia cantina, nella parte più remota del mio incoscio, convincendomi che quella storia non mi appartenesse. Era questo l’unico modo per non soffrire, era questa la mia via di fuga, un biglietto di sola andata per Valencia e una cancellazione senza distizioni della mia adolescenza.
È bastato un messaggio per farmi tornare alla realtà, alla realtà di quegli anni, all’eterno presente di quel passato, come di ogni passato, che un ricordo evoca e riporta inevitabilmente in vita. [...]"

1 commento:

  1. bene siamo all'inizio e siamo anche al pre-mio-compleanno, gli anni passano e i capelli cadono però lasciano spazio a esperienza e emozioni come quello che ho appena letto. L'affare è partito in modo molto interessante lo seguirò con intrepida curiosità.

    abbianemto: un bel traminer dell'alto adige si addice alla grande ad un'aperitivo di cultura e creatività, le sue noti aromatiche e floreali bombardano il palato facendo nascere la voglia di leggere il proseguo e scatenano a livello pancreatico il desiderio di una notte infinita che ti possa regalare qualcosa di ancora più leggendario...

    Fabio (ANOamante)

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