Eccoci qua, dopo una tragica notte di cene non digerite (ero a svolgere un lavoretto a teatro e l'ho vista davvero brutta: stare male alle 19 e dover stare lì per altre cinque ore non è una prospettiva entusiasmante. Fortunatamente mia zia mi ha dispensato tre palline salate, alla prugna secca ha detto, provenienti dall'Oriente e in grado di salvare lo stomaco da indigestioni e sbronze. Confermo), vie respiratorie ostruite (quando il naso è tappato e la gola brucia da morire, e speri che l'aria possa entrare da qualche altro orifizio) e attività sessuali di un qualche vicino di casa (mi auguro proprio che fosse quello, perché prendere sonno alle 3 passate, respirando male, a causa di colpi al muro che non siano dovuti a qualcosa di piacevole - almeno per chi ne è causa - non lo posso tollerare), bene, rieccoci davanti al pc. La salute è precaria, ma la voglia di scrivere è tanta:
Simone incontra Lucia, rivede sua madre, anche se dentro una bara, rivive Quel giorno, facendoci scoprire da cosa è scattata la scintilla che l'ha costretto a dare una svolta improvvisa e non pianificata alla sua vita.
Meglio di ieri, in un'ora e quaranta minuti ecco le 1874 parole di oggi. Posso pensare a curarmi, all'esame, al lavoro a teatro e a tutti gli altri impegni e appuntamenti della mia vita.
Prima che venga il domani, una bella canzone del giorno, oggi un po' trash, ma la colpa è tutta di Terrence Malick. Ieri notte, prima di (non) dormire, ho visto in tv il suo The new world e, durante una delle infinite pubblicità, mi sono imbattuto in questa canzone su Deejay tv. L'avevo già sentita durante qualche viaggio in macchina, ma ieri notte mi è penetrata nell'encefalo e l'ha martellato fino a farne una poltiglia.
Una porzione da asporto del romanzo prima dei saluti e un grazie a Malick perché, scherzi a parte, il suo è un grande Cinema (guardatevi The tree of life, magari non a Bologna ;) ).
"[...]
E mi accorgo che quello è un punto di non ritorno, capisco in un istante infinitesimale, che probabilmente mi perseguiterà per l’eternità, che d’ora in poi la mia vita non sarebbe mai stata più la stessa, che da ora tutto era finito, tutto stava finendo. Il mondo, la vita, per come li avevo conosciuti, si arrestavano lì, a quel capolinea, il domani – che fino a poco prima vedevo così roseo seppur così sfuocato – era un grande buco nero. I dubbi legati al mio istinto sono divenuti realtà, ora non so che fare, non sono un ragazzo violento, non ho mai picchiato nessuno in vita mia, non sono nemmeno disposto a fermarmi lì un secondo di più, ora che ho capito. Ora che ho visto. Ora che mi sono schiantato frontalmente contro la realtà, distruggendo per sempre il muro di certezze che guidavano la mia vita su binari abbastanza stabili e diretti alla ricerca di quella che credevo di sapere fosse la felicità.
È tutto finito. [...]"

"Il denaro era la causa della sua libertà, ma ogni volta che lo usava per comprarsi un’altra porzione di quella libertà, si privava allo stesso tempo di una porzione eguale."
RispondiEliminaPaul Auster, La musica del caso
lo scappare senza affrontare i propri problemi non serve a niente neanche dopo 10 anni... al primo trauma si torna indietro alla velocità della luce. l'osservazione di se stessi è una delle palestre più grandi e può aiutarti a capire (secondo il mio modesto parere) veramente quello che sei e a superare anche le difficoltà che nel passato si sono semplicemnte accantonate.
RispondiEliminaabbinamento: si torna alla birra: ZONA CESARINI made in TOCCALMATTO Fidenza. birra stile inglese annagata nel luppolo un amaro estremo per una visione del mondo altrettanto al confine...
Fabio (ANOamante)