Puntuale come un treno delle FS, ecco arrivare un po' di febbre. Mi domando se non potesse arrivare qualche giorno fa, ma non facciamone un dramma, finché non si è prossimi al delirio si possono sicuramente fare due cose essenziali: andare a votare domani (questo in OGNI caso), e scrivere comodamente seduti tra le quattro mura.
La spossatezza ha comportato una levata bradipica, alle 10 passate. La serata di ieri, trascorsa in veste di guardiano non ufficiale, mi ha permesso di finire di leggere un fantastico romanzo, La musica del caso di Paul Auster. Dare del grande a Auster non è certo una novità, ma visto che in questo Paese ci scordiamo di tutto in fretta, mi pare doveroso citarlo... la pietra di cui parla il titolo del Day FOUR è un piccolo omaggio al romanzo di Auster, se volete saperne di più non vi resta che leggerlo... prima di altri farmaci e del Lamento di Portnoy di Philip Roth (consigliatomi da un caro amico), non resta che rimboccarsi le maniche e capire cosa combinerà Simone ora che è rimasto solo in città, in attesa del funerale di domani. Dove andrà? Chi rivedrà? Suo padre che fine ha fatto? E, soprattutto, cosa diavolo gli era capitato per giustificare una fuga del genere? E, dopo il funerale, che ne sarà di lui: fuggirà una seconda volta o resterà?
Non ci (e mi) resta che scoprirlo, che costruirlo, pietra dopo pietra, parola dopo parola.
Alla fine ce l'ho fatta, e con più leggerezza ed entusiasmo di ieri! 1684 parole, un buon risultato vista la tosse a gittata continua. Il totale fa quasi 7500 parole, domani si sfora quota 8000. Forse.
Sicuramente oggi il sole ha fatto la sua parte, anche se, ora che ho terminato (sono le quattro), il cielo è già pieno di nuvole grigie e gonfie, pronte a vomitarci addosso il loro rancore. Speriamo che questo diluvio ricordi a tutti che l'acqua è un elemento naturale, e privatizzarla, concendendo a qualcuno di farci profitti sopra, non è proprio il caso. Meglio adoperarsi per cambiare le cose che non funzionano, piuttosto che regalare la nostra vita, la natura, e il futuro del Paese a chiunque possa arricchirsi in cambio di "adeguati" servizi.
Dopo la doverosa predicozza pro-referendum (una volta tanto che ci danno l'opportunità di esprimere il nostro parere, almeno partecipiamo, e non cito Gaber e cover varie...), e la canzone del giorno, una vera chicca che riassume nel prologo la reggianità post-pensione (o forse la reggianità tout court?), infine ecco un doppio sbuffo del romanzo - oggi lo copio&incollo senza averlo riletto: nel primo sbuffo c'è Simone, oggi, a Reggio; il secondo sbuffo ripercorre una delle prime esperienze vissute da Simone a Valencia, nel 2001 -. Lo dedico a Simone (un Simone in carne e ossa, che non c'entra con quello del libro), visto che in data odierna gli ho fatto gli auguri con 11 giorni d'anticipo...
"[...]
Ordino un caffè mentre penso che forse non sono artefice del mio destino, le cose succedono e basta, a noi tocca farci i conti, incassare e rialzarci, ogni volta in modi differenti. L’uomo si abitua a tutto mi aveva detto il prete del Paese, quando da bambino gli domandai se avrebbe potuto fare qualcosa (lui, che allora vedevo come una istituzione al di là di ogni male, superiore a tutti noi semplici uomini) per i genitori di Samuel, un mio compagno di classe morto in un incidente all’età di sette anni. L’uomo si abitua a tutto, porgi l’altra guancia, gli ultimi saranno i primi. Questo era quello che mi sentivo ripetere, a casa e al catechismo, nell’ora di religione a scuola e durante la messa della domenica mattina. Sono cresciuto credendo che fosse giusto tutto questo, solo che io non volevo abituarmi, non volevo accettare che le cose si rimettessero a posto da sole (che si aggiustassero avrebbe detto mia madre), se mai sarebbe accaduto. Non volevo, una volta attutito il colpo e curate le ferite, occultare questa ferita, a cui ormai ero abituato, per mostrare il mio lato giusto, senza cicatrici né rancori. [...]
[...]Mi perdevo a guardare quella grande costruzione bianca e luminosa, una costruzione immensa e aliena, una sorta di astronave accanto ad un grande occhio artificiale, come se in quel posto fosse l’universo a guardare te, pronto a giudicarti, una volta per tutte. Una di quelle sere, me ne stavo seduto sulla mia panchina, a fumare e osservare il grande occhio, sferzato da una leggera brezza che, di lì a poco, avrebbe portato un grande acquazzone sulla città. Aspiravo tranquillo, senza pensare a niente, e con la lingua mi carezzavo i molari, constatando che erano parecchio lisci, vittime di continui digrignamenti da stress, come se ci fosse sempre qualcosa, in me, a ricordarmi da dove venivo, a tenermi legato a quel mondo. Do l’ultimo tiro, quando ecco che sento un grido, volgo lo sguardo alla mia destra, mentre continuo a starmene appollaiato con il sedere appoggiato allo schienale della panchina in acciaio verde. In lontananza compare una piccola figura, al centro della stradina che percorre l'intero parco, è ben illuminata dalla luce arancione dei lampioni posizionati tra le aiuole e i cespugli, ma è ancora molto distante da me. Dalla voce capisco che la piccola ombra che grida nella notte appartiene a una ragazza, corre e grida a perdifiato Ayudaaaa, ayudaaaa [...]"

Beh, mi piace questa tua idea. Mi piace l'idea di scrivere e scrivendo cercare, scavare, approfondire la realtà umana. Non si sa mai dove si potrà arrivare, è come esplorare un labirinto e scoprire continuamente strade nuove che si aprono. L'indagine è infinita ma ne vale la pena. Ora mi piacerebbe capire se tu vuoi indagare e approfondire tutto quello che puoi qui, con questa storia, che quindi sarebbe la tua Storia, oppure dividere l'indagine in tante storie, e quindi in questa mettere sotto il microscopio solo una parte del (tuo) universo.
RispondiEliminaapro la mail e ci trovo questo. che dire, parco di parole come sempre, se non: GEMMA. L'idea è carinissima e pare sensata e motivante anche a un pigro come me. Capisco la paura di plagi ma posta pezzi più corposi se no una mente semplice come la mia non segue! prometto che diventerò un follower assiduo (per usare un linguaggio socialnetworcoso). malick comunque 10 e lode, film pazzesco.
RispondiElimina@Momo
RispondiEliminaGrazie mille, il fatto di mettere solo piccoli ritagli del testo è dovuto al valore di "testimonianza" del lavoro svolto, oltre a voler condividere alcuni passaggi, più o meno salienti, dello scritto. Cercherò di mettere qualcosa di più chiaro, però l'obiettivo è avere tra le mani una prima stesura al 31^ giorno. Prima stesura colma di errori e ripetizioni, però un malloppo concluso su cui lavorare e apportare tutte le modifiche del caso. Siccome è un work in progress, e occupa solo una parte del mio tempo, è dura capire quali siano le parti più chiare e avvincenti appena scritte. Migliorerò :)
@ Giulia
RispondiEliminadiciamo che, pur essendo io stesso la "cavia" e l'ideatore (che brutta parola), non so bene dove si andrà a parare. Anche perché se lo sapessi sarebbe atroce, vorrebbe dire avere già in mano qualcosa di certo e farsi pubblicità. Il romanzo non è detto sarà finito, potrei fallire. Per quanto riguarda me, la storia che racconto, è solo una parte del mio universo, scrivendo altre storie (come ho fatto, e come farò in futuro) potrei comportarmi diversamente, avere risultati e obiettivi differenti, questo mese è dedicato a questa storia, che ho in mente (e dentro) da tanto tempo, solo ora però ci sto facendo i conti, giorno dopo giorno.
A prescindere dal risultato del lavoro (a questo proposito non posso fare a meno di notare, dalle poche righe che ho letto, un notevole miglioramento stilistico rispetto ad alcuni tuoi racconti che mi facesti leggere in un passato non troppo remoto) complimenti per il bellissimo esempio di impegno (quello più bello, appassionato, perchè non inquinato da interessi estranei alla propria volontà) che dai a tutti coloro che vedono davanti a sè un futuro un pò troppo brumoso. Apprezzo la dedica e accetto volentieri i tuoi auguri in anticipo. Ora comunque gli auguri li faccio io a te per quest'opera
RispondiElimina@ Simone
RispondiEliminaNei racconti sperimentavo di più, e avevo regimi di lettura ancora bassi. Ogni giorno bisogna cercare di essere migliori di quello precedente :) conta che questa è una Prima stesura, ovvero, una volta terminata (allo scadere del mese) subirà molte modifiche. Ora scrivo di getto tutta questa storia, poi la dovrò sicuramente tagliare, abbellire e modificare. Grazie dell'incoraggiamento, mi auguro e sono convinto di farcela, perché chi vuole dire qualcosa può farlo. La tv, e certa gente, ci ha abituati a pensare che ottenere certi risultati sia facile, senza impegno e senza merito. Intanto impegnamoci, poi reclamiamo ciò che ci spetta :)
ahaha le paglie... ne fumo una valanga ma effettivamento ci sono paglie e paglie:
RispondiElimina- quelle del non so che fare
- quel del mi girano i maroni
- quelle del ho mangiato troppo
- e poi le più belle quelle del pensiero, ovviamente è solo una sega mentale di noi fumatori, ma esistono quei 5 minuti in cui mediti in modo quasi vorticoso e nella tua mente fai un pò di ordine..
abbinamento: a questo punto non vado in ordine rispetto ai commenti precendenti, per questo post ci vuole vuole un abbinamento ad hoc: cognac (martel o altri francesi) con un buon sigaro cubano rigorosamente non aromatizzato...